SMARTWORKING: COME FUNZIONA?

0
23
smartworking

Nelle aziende italiane e nella PA si sta diffondendo il fenomeno dello Smartworking. Oggi esiste anche un quadro normativo di riferimento. Ma di che cosa si tratta, come funziona e quali sono i benefici? Ecco tutto quello che c’è da sapere.

Lo smartworking, spesso lo sentiamo chiamare telelavoro,  non è una mansione ma bensì un modo di svolgere l’attività lavorativa da casa o quanto meno non dall’ufficio.

CHE COS’È LO SMARTWORKING?

Lo smart working è una delle modalità possibili del rapporto di lavoro dipendente, sia a tempo determinato che indeterminato. Ma ha anche caratteristiche del lavoro autonomo, in quanto consente una maggiore flessibilità per quanto riguarda il luogo e i tempi di lavoro. Tutto questo a fronte di una maggiore responsabilizzazione sui risultati del lavoro stesso. E’ possibile sia nel settore privato che in quello pubblico.

I contratti di lavoro agile possono essere stipulati sia nel settore pubblico che in quello privato. Il lavoro agile deve essere stabilito per via contrattuale, tra l’azienda e il singolo lavoratore.

Il contratto di smart working è comunque un contratto di lavoro dipendente. E’ quindi un tipo di lavoro subordinato, che deve essere svolto secondo le direttive del datore di lavoro e delle figure gerarchicamente sovraordinate.

COME FUNZIONA?

Abbiamo detto che lo smart working va a modificare alcuni aspetti della vita lavorativa di un dipendente ma non la mansione.

Analizziamo insieme alcuni aspetti del lavorare da casa:

  • Orari

Per legge l’orario di lavoro deve rispettare i limiti giornalieri e settimanali stabiliti dai contratti collettivi.

Gli orari di uno smart worker sono più flessibili di quelli di un lavoratore dipendente “tradizionale”. Sarà poi ogni specifico contratto a definire gli eventuali limiti di questa flessibilità.

  • Diritto di disconnessione : la legge prevede che nei contratti di smart working siano contemplati orari di disconnessione. E’ un elemento che limita la discrezionalità nell’uso del tempo tipica dello smart working, ma in questo caso a protezione del lavoratore.
  • Retribuzione: Uno smart worker viene pagato come qualsiasi altro lavoratore dipendente che fa le stesse mansioni in maniera tradizionale, e cioè presso l’ufficio predisposto dall’azienda.
  • Permessi e malattia: Per quanto riguarda ferie, permessi, malattia e infortuni etc. riceve lo stesso trattamento di un dipendente tradizionale.
  • Tecnologia: La tecnologia svolge un ruolo di prim’ordine nello smart working. Un computer e una connessione internet, oltre alle periferiche eventualmente necessarie allo svolgimento delle sue mansioni, sono necessari. Quello che svolge il ruolo principale però è il  cloud computing, ovvero nuvola informatica dove risiedono tutti i dati utili per il lavoratore e per l’azienda.

VANTAGGI E/O SVANTAGGI

Abbiamo avuto modo di capire che sostanzialmente il lavoro non cambia. Cambia la gestione del tempo e degli spazi.

Azienda:

  • riduzione dei costi aziendali per gli spazi da adibire a ufficio;
  • crescita della produttività;
  • riduzione dell’assenteismo;

Dipendente

  • riduzione dei tempi di trasferimento da casa a ufficio;
  • migliore bilanciamento tra i tempi di vita e i tempi di lavoro;
  • aumento della motivazione al lavoro e della soddisfazione lavorativa;

Per non parlare del fatto che anche l’ambiente beneficerebbe dello smart working grazie la riduzione di CO2 e rispettiva diminuzione dell’inquinamento atmosferico.

Tu cosa ne pensi? hai avuto di modo di fare questa esperienza o ti piacerebbe farla? Fammelo sapere nei commenti! 😉

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui