CONTRATTO PART-TIME: ORIZZONTALE, VERTICALE O MISTO

Sono molte le persone che svolgono attività lavorativa part time, chi per esigenze aziendali, chi per libera scelta. Non tutti però sanno che i part time non sono tutti uguali, andiamo a vedere insieme in cosa si distinguono.

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Abbiamo già parlato dei contratti di lavoro in generale, oggi vediamo in dettaglio i contratti di lavoro part-time, quali sono le diverse tipologie e quali sono le caratteristiche che li contraddistinguono.

COSA SIGNIFICA CONTRATTO PART TIME?

Il contratto part time, o anche detto tempo parziale, è un tipo di contratto che, ha un orario ridotto, rispetto a quello previsto dal contratto full time che in media prevede 40 ore settimanali.

Il personale assunto con un contratto part time, quindi, sarà impiegato per un orario ridotto e di conseguenza anche lo stipendio sarà più basso poiché proporzionato alle ore lavorate.

Esistono diverse tipologie di contratto part time, tre per l’esattezza, e si distinguono in: Part time orizzontale, verticale e misto. Vediamo insime le differenze.

PART TIME ORIZZONTALE: COME FUNZIONA?

Il contratto part time orizzontale prevede che il dipendente lavori per tutta la settimana però a tempo ridotto.

Esempio di part time orizzontale: Se l’orario di lavoro a tempo pieno è di 8 ore, il dipendente part time dovrà lavorarne 4 con un orario che va dalle 9 alle 13 o dalle 14 alle 18.

PART TIME VERTICALE: COME FUNZIONA?

Nel caso del contratto part time verticale l’attività lavorativa si svolge durante il regolare orario di lavoro full time ma soltanto per alcuni giorni alla settimana, al mese o all’anno.

Esempio di part time verticale:  Il dipendente assunto con un contratto part time di tipo verticale può lavorare nei giorni dispari o solo la prima settimana del mese o ancora lavorare solo 6 mesi all’anno.

PART TIME MISTO: DI COSA SI TRATTA?

Il contratto part time misto come dice la parola stessa, è la combinazione delle due tipologie di contratto precedenti, questa forma di contratto è sicuramente quella più flessibile poichè consente di andare incontro sia alle esigenze dell’azienda sia a quelle del lavoratore.

Esempio di part time misto:  Il dipendente può lavorare da lunedì a giovedì ma martedì e giovedì deve svolgere 8 ore di lavoro e gli altri giorni in tutto 4 ore. Per un totale di 20 ore.

CONTRATTO PART TIME: LE ORE MINIME DA LAVORARE

In linea generica, le ore minime per un part time sono 16 settimanali e in tal caso si parla di un part time al 40% (che è la percentuale di ore rispetto a un lavoro full time). Ovviamente occorre sempre verificare il CCNL di settore.

LA FORMA DEL CONTRATTO PART TIME

Come per tutte le altre forme contrattuali anche quella del part time per essere considerata valida deve essere stipulata per iscritto e deve contenere le indicazioni della durata, della prestazione lavorativa e dell’orario di lavoro, con riferimento al giorno, alla settimana, al mese e all’anno.

TRATTAMENTO ECONOMICO E NORMATIVE DEL CONTRATTO PART TIME

Il lavoratore assunto con contratto part time gode degli stessi diritti dei lavoratori assunti con contratto a tempo pieno, in particolare ha diritto:

  • alla stessa retribuzione oraria di un lavoratore full time, anche se la retribuzione, l’importo dei trattamenti economici per malattia, infortunio e maternità vanno calcolati in maniera proporzionale al numero di ore lavorate;
  • allo stesso trattamento normativo di un lavoratore full time per tutti gli aspetti quali la durata del periodo di ferie annuali, la durata del congedo di maternità e del congedo parentale, il trattamento della malattia e infortunio ecc.;
    Al pari di un lavoratore full time chi lavora con un contratto part time può essere soggetto a un periodo di prova.
  • per l’indennità di maternità e di malattia il trattamento economico è proporzionato alla ridotta attività lavorativa.

Per i lavoratori con part time verticale, l’indennità spetta solo per i giorni per i quali  è prevista la prestazione lavorativa;

PART TIME: DIRITTI E DOVERI

Il lavoratore a tempo parziale ha gli stessi diritti e doveri nei riguardi del datore di lavoro di tutti i lavoratori subordinati.

Il datore di lavoro, oltre ai diritti e doveri tipici del rapporto di lavoro subordinato, ha:

  • il diritto a richiedere lavoro supplementare, straordinario e stipulare clausole flessibili ed elastiche secondo le modalità e nei limiti indicati dalla legge;
  • il dovere di informare le rappresentanze sindacali aziendali dell’andamento del ricorso al lavoro part-time;
  • il dovere di informare i lavoratori dell’intenzione di procedere a nuove assunzioni part-time e full-time e di trasformare il contratto ai lavoratori affetti da malattie oncologiche.

COSA SONO LE CLAUSOLE FLESSIBILI ED ELASTICHE?

L’ Azienda non può modificare liberamente gli orari di lavoro (per esempio in caso di picchi di lavoro), a meno che non ci siano accordi preventivi – le cosiddette clausole flessibili ed elastiche.

Le clausole flessibili ossia quelle clausole per cambiare l’orario di lavoro del dipendente, possono interessare tutte e tre le tipologie di lavoro part time a differenza delle clausole elastiche cioè quelle per aumentare la durata della prestazione lavorativa che possono essere previste solo nei contratti a tempo parziale di tipo verticale o misto.

Le clausole di elasticità  possono essere inserite nel contratto di lavoro sottoscritto solo se previste dal CCNL o se sono state concordate con il dipendente al momento della firma.

CONTRATTO PART TIME E STRAORDINARI

Quando si parla di part time molto spesso si confondono le ore di lavoro supplemetare con gli straordinari.
Le prime sono le ore di lavoro svolte oltre l’orario di lavoro stabilito da contratto ma entro il limite delle 40 ore settimanali, i secondi invece (possibili solo per il part time verticale o misto) possono essere effettuati solo oltre le 40 ore e per un massimo di 250 ore l’anno.

Il numero delle ore di lavoro supplementare non deve superare il 25% delle ore settimanali previste dal contratto di lavoro e prevedono una maggiorazione del 15% rispetto alle ore di lavoro normali.

Da leggere: Lavoro straordinario e ore supplementari nel part time

SI POSSONO AVERE PIÙ PART TIME CONTEMPORANEAMENTE?

La risposta è Si. L’importante è non superare il limite di il limite di 40 ore settimanali.
Per fare un esempio, un dipendente può avere un part time che inizia alle 9 e finisce alle 13 e un altro che va dalle 14 alle 18 presso un’altra azienda.
Da verificare sempre il rispetto del patto di non concorrenza.

PART TIME E APPRENDISTATO

Il contratto part time può essere utilizzato anche per l’apprendistato. Con il contratto part time si possono assumere anche i lavoratori in mobilità e chi fa sostituzione maternità.

DAL FULL A PART TIME: L’AZIENDA E’ OBBLIGATA A CONCEDERLO?

La risposta è no. Il part time nasce per venire incontro alle esigenze delle aziende, ma anche dei lavoratori: madri, padri o persone che hanno una situazione particolare di salute o familiare o altro. Ci sono sicuramente dei casi in cui il dipendente ha una sorta di priorità:

  • se ha coniuge, figli o genitori affetti da patologie oncologiche o da gravi patologie cronico-depressive;
  • quando sta assistendo una persona convivente che ha una inabilità totale o permanente cui è stata riconosciuta una percentuale di invalidità del 100%
  • se ha ha un figlio convivente di età non superiore ai 13 anni o disabile

Questo, però, non significa che l’azienda debba per forza concederlo così come l’azienda non può passare da part time a full time senza il consenso del lavoratore.

DIRITTO DI PRECEDENZA NEL PART TIME

Se in azienda sono previste nuove assunzioni full time i dipendenti part time già assunti e che ricopronono quel ruolo hanno una sorta di diritto di precedenza ad avere un orario di lavoro prolungato prima che l’azienda si rivolga a persone esterne.

PART TIME E LEGGE 104

Con la legge 104 il dipendente ha diritto a 3 giorni di permesso al mese in caso di part time orizzontale, a prescindere dalle ore di lavoro eseguite quotidianamente. Per il part time verticale, invece, i giorni di permesso sono tre solo se il dipendente lavora almeno 4 giorni a settimana, atrimenti vanno calcolati in base alle giornate lavorative.

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