Fare Impresa: i modelli da seguire per una buona organizzazione aziendale

Una ottima organizzazione è alla base del successo dell’azienda, permette all’impresa di nascere, crescere e raggiungere gli obiettivi prefissati.

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organizzazione aziendale

Organizzazione aziendale, indispensabile per costruire le fondamenta della tua azienda è importante conoscerne le basi.

Definizione di Organizzazione aziendale

Per organizzazione aziendale si intende l’insieme dei processi, dei materiali e delle persone che operano e gestiscono il processo aziendale, per il raggiungimento di uno scopo comune.

L’organizzazione aziendale ha lo scopo di far si che le risorse interne riescano a rispondere alle esigenze del mercato e, allo stesso tempo, raggiungano in modo efficace gli obiettivi aziendali stando al passo coi i tempi, evolvendosi e crescendo.

Per far si che questo accada è necessario che l’ organizzazione sia flessibile. Ti faccio un esempio concreto.

Diciamo che sei una piccola realtà che opera localmente, decidi però di espanderti all’estero. A tuo parere la struttura organizzativa che hai in piedi potrà restare la stessa?

La risposta è no, dovrai modificarla in base alle nuove esigenze imprenditoriali, probabilmente dovrai prendere qualche dipendente in più, amministratori , manager addetti marketing e molte altre figure necessarie a lanciarti nel mondo internazionale.

Struttura organizzativa

A questo punto è necessario individuare la struttura organizzativa corretta per poter impostare le strategie adeguate al cambiamento.

Parlando di organizzazione aziendale, spesso si tende ad assumere la struttura organizzativa esistente come dato di fatto non modificabile, e quindi a non metterla più di tanto in discussione.

La struttura organizzativa, invece, è come l’assetto tattico di una squadra: tutto si costruisce sulle sue basi ma si possono adottare diverse forme a seconda della tipologia di business e dei relativi fattori primari di successo.

É necessario valutare le caratteristiche di ogni struttura e trovare quello che si avvicina di più alle nuove esigenze attraverso dei modelli organizzativi.

Modelli organizzativi

Premesso che scegliere il modello di organizzazione aziendale non è così semplice come può sembrare, vista la complessità degli aspetti legati alla struttura aziendale, alla forma societaria, alla tipologia di prodotto e al mercato a cui ti rivolgi,  possiamo individuare 4 modelli principali di organizzazione aziendale, ciascuno con strutture e regolamenti ben precisi da seguire per garantire un risultato finale ottimale.

Non sono modelli rigidi, esistono ulteriori forme che si pongono tra un modello e l’altro, in modo da poter trovare la soluzione giusta per ogni tipologia di azienda.

Modello gerarchico

Il modello gerarchico si basa sulla separazione netta tra il nucleo operativo, posto alla base dell’azienda, e la direzione. È il modello più semplice e per questo viene applicato alle piccole imprese caratterizzate da un flusso di lavoro semplice e dove le decisioni vengono prese da poche persone.

Modello funzionale

Il modello funzionale è il più comunemente applicato, l’azienda è suddivisa in aree omogenee per ambito di attività: l’amministrazione, gli acquisti, le vendite, l’ufficio tecnico, la produzione etc.

Il principale vantaggio di queste strutture è la possibilità di raggiungere elevati fattori di efficienza locale, ovvero ottenere una elevata specializzazione nei ruoli e pertanto una maggiore efficienza operativa in ciascuna funzione.

Per contro, il principale svantaggio è il rischio “compartimenti stagni”: ogni funzione opera quasi come se fosse un’azienda a se stante, spesso con il rischio di scarso coordinamento rispetto alle altre e con difficoltà nel perseguire obiettivi comuni.

Questo tipo di struttura è frequente nelle aziende che realizzano prodotti o servizi sostanzialmente omogenei servendo mercati con caratteristiche simili, e dove l’efficienza è un fattore competitivo importante.

(Fonte: www.slideplayer.it)

Modello divisionale

Nella struttura divisionale, invece, l’azienda viene suddivisa internamente non più in base alle funzioni ma in base a variabili come i processi o le tipologie di clienti, ad esempio per linea di prodotto/servizio o per mercato.

Il principale vantaggio di queste strutture è la possibilità di generare una forma di competizione interna tra unità equiparabili, il che favorisce le performance soprattutto in contesti dove il business presenta forti elementi di diversificazione.

Per contro, il principale svantaggio di queste strutture è la difficoltà nello sfruttamento di economie di scala e di sinergie anche occasionali. Il rischio è simile a quello delle strutture funzionali, ossia la creazione di aziende distinte all’interno della stessa azienda.

(Fonte: www.slideplayer.it)

Modello a Matrice

Questa è la formula più evoluta che in genere viene applicata alle aziende di grandi dimensioni, caratterizzate da un’elevata complessità.
Il modello vede l’unione della struttura funzionale e di quella divisionale, presentando due diversi livelli di direzione. Uno è dedicato alle singole funzioni, mentre l’altro di occupa delle divisioni. Ogni risorsa sarà regolata da due direzioni a seconda dell’attività che deve svolgere.

Un esempio tipico di organizzazione a matrice è quella che prevedere più project manager  che sono responsabili di una specifica porzione di business in senso orizzontale, e che attingono tempo e risorse dalle varie funzioni.

Queste strutture hanno il vantaggio di coniugare specializzazione e coordinamento, sebbene tendenzialmente abbiano maggiori overhead di gestione: la struttura direzionale è più articolata in quanto si sviluppa in due dimensioni, ed è necessario mantenere un forte equilibrio tra gli interessi dei vari attori.

(Fonte: www.scuolaelettrica.it)

Come detto, la scelta di quale modello utilizzare dipende da numerosi aspetti che caratterizzano la tua azienda.

Tu che tipo di modello strutturale hai adottato nella tua azienda? Scrivilo nei commenti.

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