Digital mismatch: ripartire dalla formazione.

Il divario tra le nuove competenze tecnologiche richieste e quelle acquisite dai futuri lavoratori è sempre più ampio, per questo motivo si stimano, entro il 2020, 135mila posti di lavoro vacanti in ambito ICT .

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Digital mismatch, un fenomeno sociale ed economico che sta investendo aziende, istituzioni e lavoratori alla ricerca di un nuovo modello in grado di far incontrare esigenze e competenze.

Digital mismatch

Quando parliamo di digital mismatch ci riferiamo al divario tra le competenze possedute dai lavoratori e quelle richieste oggi nel mondo del lavoro. Si tratta delle competenze digitali, delle quali cresce in maniera esponenziale la richiesta senza però trovare un adeguato riscontro nella formazione dei lavoratori.

Le aziende cercano profili specializzati in ambito tecnologico ma non si riesce a soddisfare questa richiesta perché non ci sono candidati in possesso delle competenze necessarie per queste posizioni.

Una recente indagine dell’Unione Europea ha rivelato che entro il 2020 in Italia avremo circa 135.000 posti di lavoro vacanti nell’ambito ICT e 750.000 in tutta Europa, circa il 18% delle posizioni lavorative in questo settore.

Il digital dismatch riguarda tutti perché tutti dovranno aggiornarsi di continuo man mano che le tecnologie si evolveranno, soprattutto se si pensa che da qui a pochi anni si potrebbe arrivare a circa 2 milioni di posti di lavoro vacanti.

Come cambiano le professioni

Secondo quanto emerso dalla ricerca della Comunità Europea, in Italia siamo ancora molto indietro in ambito digitale, colpa anche della mancanza di politiche opportune in tal senso: nel 2016 solo il 41% dei giovani tra i 25 e i 34 anni ha usato in modalità basica un foglio elettronico contro la media europea del 50%, mentre solo il 29% lo ha utilizzato in modalità avanzata per analizzare dati, contro la media del 34% a livello europeo.
Questo esempio è allarmante se si pensa che le professioni del futuro saranno evoluzioni di quelle esistenti oppure del tutto nuove, e ciascuna incentrata sulla tecnologia.

Il 65% dei bambini che oggi frequentano la scuola materna in futuro svolgeranno professioni che oggi non esistono ancora se si considera che, secondo queste stime, tra due anni il 25% delle posizioni lavorative aperte riguarderà proprio nuove professioni, tutte inerenti al mondo digitale.
Il progresso tecnologico degli ultimi 20 anni è paragonabile a quello dei 400 anni precedenti. Nei prossimi dieci anni, il 70% dei lavori evolverà in chiave tecnologica e alcune delle professioni del futuro saranno un’evoluzione di quelle esistenti. La rivoluzione sarà nelle professioni “contaminate” dal digitale e dalle tecnologie.
Qualche esempio è già di fronte ai nostri occhi. Basti pensare agli agricoltori che gestiscono da tablet i dati registrati da sensori per l’umidità del terreno o delle condizioni climatiche per la crescita delle piante, o ancora, alle stampanti 3D che stanno dando un grande supporto negli ospedali.
A breve termine parleremo di esperti di intelligenza artificiale, analisti di big data ed esperti di cyber security.

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Addio a lavori di basso profilo

Il quadro che queste indagini prospettano è il seguente: la figura del lavoratore medio, con uno scarso livello di preparazione e uno stipendio medio, è destinata progressivamente a scomparire.
I mestieri di basso profilo diminuiranno anche perché saranno sempre più svolti da remoto e in altre parti del mondo, mentre nel nostro mercato del lavoro saranno sempre più richiesti profili specializzati di livello avanzato, in possesso di hard skill a livello tecnologico.
Si stima che a breve le competenze digitali diventeranno indispensabili in tantissimi nuovi ambiti lavorativi, come l’agricoltura, l’architettura, l’ingegneria, la contabilità, l’arte, la medicina e l’assistenza infermieristica.

Digital mismatch: Come cambierà la formazione.

Di fronte a questa situazione, va da sé che sarà fondamentale ripartire dalla formazione per cercare di arginare il più velocemente possibile il digital dismatch.

  • Studenti: bisognerà partire dall’università, è importante frequentare corsi nell’ambito delle cosiddette lauree STEM ((Science, Technology, Engineering and Mathematics), cioè i corsi di laurea scientifici.
    Queste lauree sono quelle che daranno i maggiori sbocchi professionali: ben pagati, creativi e originali. In Europa, saranno circa 2.300.000 i posti di lavoro disponibili solo nel campo delle scienze e dell’ingegneria, e alcuni di questi sono davvero stimolanti.
    Verranno creati nuovi titoli di studio più specifici anche in ambito artistico in quanto ormai le tecnologie sono indispensabili anche in questo ambito; in questo modo gli studenti potranno unire il sapere umanistico a quello scientifico in un insieme interdisciplinare che sarà loro utile per riuscire ad applicare le conoscenze digitali acquisite in qualsiasi ambito.
  • Lavoratori: dovranno cercare di colmare il prima possibile questo gap di competenze, sia svolgendo corsi autonomamente sia attraverso le aziende che dovrebbero programmare corsi periodici per formare i propri dipendenti o aggiornare le loro conoscenze digitali.
  • Chi è in cerca di occupazione : le persone che sono alla ricerca di un impiego e magari non lo trovano proprio per la loro scarsità di competenze digitali, dovrebbero cercare di provvedere ad aggiornare la loro preparazione, altrimenti, in un mercato del lavoro sempre più competitivo, rischiano di restare tagliate fuori.
    La formazione, tra l’altro, ormai si svolge sempre più a distanza, attraverso workshop, webinar e corsi di varia natura online, così da poter raggiungere anche i lavoratori dislocati altrove rispetto alla propria sede.
  • Aziende: Rischiano di restarne fuori o di restare comunque indietro con la produzione le aziende che non si adeguano a questi cambiamenti e che non investono sulla formazione del personale.

Tutto cambia e tutto si evolve, oggi il mondo digitale prende sempre più spazio perciò, se sei alla ricerca di un lavoro o devi decidere che indirizzo di studio intraprendere, sicuramente orientandoti in ambito digital non sbagli.

Cosa ne pensi? Negli annunci di lavoro hai riscontrato la richiesta sempre maggiore di queste competenze?Fammelo sapere nei commenti

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