BIMBO CON LA FEBBRE? CONGEDO MALATTIA FIGLIO

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malattia figlio

Chi può richiede il congedo per la malattia figlio e per quanto tempo.

Tuo figlio ha la febbre, il raffreddore, la varicella o quant’altro? I primi freddi hanno subito fatto centro colpendolo alla gola? C’è solo una certezza, non puoi mandarlo a scuola. Noi genitori allora, se non abbiamo alternative, restiamo a casa con lui e chiediamo il congedo malattia figlio.

Ma in cosa consiste?

CONGEDO MALATTIA FIGLIO

Il congedo per la malattia del figlio, da non confondersi con il congedo parentale, è il congedo non retribuito che può essere richiesto da entrambi i genitori lavoratori dipendenti, sia pubblici sia privati, per assistere il proprio figlio malato.

La fruizione del congedo deve essere alternata, cioè i genitori non possono fruirne contemporaneamente per gli stessi giorni. I genitori possono richiedere questo congedo fino all’età di otto anni del figlio. Se il bambino è di età compresa fra tre e otto anni l’astensione è limitata a cinque giorni l’anno per ciascun genitore.

COSA SI INTENDE PER ” MALATTIA”

Secondo la circolare 79/76 del ministero del lavoro per “malattia” si intende la modificazione peggiorativa dello stato di salute e più precisamente qualsivoglia alterazione anatomica e funzionale dell’organismo, anche localizzata, e perciò non impegnativa dalle condizioni organiche generali.

Una volta definito ciò andiamo a vedere quali sono le modalità con le quali si può usufruire di tale congedo.

Va detto che in caso di congedo per malattia figlio c’è differenza tra un lavoratore dipendente pubblico o privato, i primi hanno una trattamento più favorevole:

  • I dipendenti pubblici

    Possono astenersi per un periodo di tempo illimitato ma hanno diritto, una volta terminato il congedo obbligatorio di maternità, alla retribuzione pari al 100% per i primi 30 giorni nel primo anno, stessa cosa per il secondo, fino al terzo anno di età del bambino.
    Per usufruire di questo concedo è sufficiente presentare il certificato medico con l’indicazione dei giorni di malattia previsti. In questo periodo comunque non si è sottoposti a visita fiscale in quanto il controllo riguarda solo la malattia del lavoratore e non del bambino.
    Inoltre è necessario fornire un’autocertificazione in cui si dichiari che l’altro genitore non si è assentato dal lavoro negli stessi giorni per il medesimo motivo.

  • I dipendenti privati

    Il congedo per malattia del figlio per i lavoratori privati  ha durata illimitata per i primi tre anni e di 5 giorni dal quarto all’ottavo anno.
    Al dipendente privato che si assenta dal lavoro a causa della malattia del figlio non spetta alcuna retribuzione, ne matura ferie o tredicesima ma spetta solamente il versamento dei contributi figurativi. Anche in questo caso non si è sottoposti alla visita medica e nel caso in cui il figlio venga ricoverato durante il periodo di ferie, queste potranno essere sospese per tutta la durata del ricovero.

Nel calcolo dei giorni di permesso rientrano anche i giorni festivi se compresi nel periodo di assenza.
Per evitare questo, tra un periodo di congedo e l’altro, deve esserci almeno un giorno di lavoro effettivo, altrimenti la normativa prevede, nel calcolo, il conteggio di eventuali festivi ( Domenica, festivo etc.).

CERTIFICATO MEDICO E VISITE FISCALI

Come ho già detto precedentemente, seppur il datore di lavoro non può opporsi alla concessione del congedo per malattia, la stessa deve essere comunque documentata attraverso certificato sottoscritto dal medico curante e trasmesso telematicamente all’INPS.

Nei giorni dichiarati non è però prevista la reperibilità da parte del genitore per la visita fiscale in quanto la malattia non lo riguarda direttamente.

Ciò non significa che si può, nel periodo di congedo di malattia del figlio, usufruire di una vacanza al mare o in montagna a meno che non siano state prescritte specifiche cure a favore del bambino.

MALATTIA PER FIGLIO DISABILE

Le cose sono un pochino diverse per chi ha un figlio disabile ai sensi della Legge 104/92.  In questo caso infatti  i permessi e i riposi previsti dalla stessa legge possono essere sommati a quelli del congedo parentale e per malattia:

  • Da 0 fino a 3 anni: I genitori hanno diritto al congedo parentale, salvo nei casi in cui il bambino è ricoverato in strutture specializzate dove non è indispensabile la presenza del genitore. Ha diritto a due 2 ore di riposo al giorno.
  • Da 3 fino a 18 anni con disabilità grave: si ha diritto a 3 giorni di permesso al mese continuativi o frazionati. In caso di prolungamento del congedo parentale oltre gli 8 anni di età il genitore ha diritto ad una retribuzione pari la 30%.
  • Dopo i 18 anni: il genitore ha il diritto a 3 giorni di congedo continuativi a patto che il figlio disabile sia assistito in modo esclusivo e continuativo dal genitore.

CONGEDO PARENTALE

È d’obbligo fare chiarezza sulla differenza tra congedo malattia bambino e congedo parentale. Quest’ultimo prevede la possibilità di effettuare assenze facoltative, retribuite fino agli 8 anni di vita del bambino e non retribuite fino ai 12 anni. Tale periodo può essere frazionato in mesi, settimane, giorni e addirittura ore. Madre e padre possono usufruirne anche contemporaneamente purché il periodo non superi i 10 mesi complessivi ( in certi casi si arriva fino ad 11 mesi) e comunque  fin quando il bambino non raggiunge i 12 anni di età.

In vigore dal 2015, il nuovo congedo parentale, prevede quindi:

  • estensione del periodo di congedo facoltativo non retribuito fino a 12 anni;
  • l’ estensione fino a 6 anni di età del figlio per il congedo parentale retribuito al 30%;
  • estensione fino a 8 anni di età del figlio per il congedo parentale retribuito al 30% per le famiglie disagiate.

VISITE MEDICHE DEL FIGLIO

Nel caso in cui si debba accompagnare un figlio ad una visita medica di routine, e quindi non legata ad uno stato peggiorativo di salute, il genitore non usufruirà del congedo malattia bambino ma del congedo parentale o usufruendo di permessi retribuiti (ROL).

 

È chiaro che, per noi genitori, conciliare il lavoro e la famiglia è difficile , con l’arrivo dei figli poi le difficoltà aumentano, specialmente quando, se stanno male, non possono andare a scuola.
Seppur il tempo da trascorrere con loro vorremmo fosse infinito, lavorando non sempre possiamo dedicargliene quanto vorremmo, specialmente perché, per usufruire del congedo malattia del figlio, non si viene retribuiti.
Allora nonni e zii, quando è possibile, vengono in nostro soccorso. In altri casi si ricorre alla tata che però ha un costo e allora come comportarsi? meglio stare a casa o pagare qualcuno e andare a lavoro?  ti sei trovata o trovato nella situazione in cui il tuo ma bambino era malato e non sapevi come poter fare?   Fammi conoscere la tua esperienza nei commenti.

 

 

 

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